Cosa cambia con la riforma nazionale e cosa vale in Friuli Venezia Giulia: quando un abuso è sanabile, come si dimostra l’epoca di costruzione, tempi e costi indicativi.
Introduzione
Negli ultimi mesi si parla molto della riforma sugli abusi edilizi e di una novità che, se confermata, potrebbe aiutare migliaia di proprietari: per le costruzioni anteriore al 1° settembre 1967 alcune irregolarità si potranno sanare con procedure semplificate. Attenzione però: non è un condono automatico e servono verifiche tecniche e documentali, soprattutto in presenza di vincoli.
Cosa prevede la riforma (in sintesi)
- Sanatoria semplificata per opere realizzate prima del 1/9/1967.
- Superamento (parziale) della doppia conformità per la regolarizzazione di difformità minori e interne.
- Asseverazione tecnica al posto di istruttorie complesse per piccoli volumi/parti interne.
- Tempi certi con possibile silenzio-assenso decorso il termine (90 giorni).
Friuli Venezia Giulia: cosa vale oggi
Il Friuli Venezia Giulia si è già allineato con misure regionali che recepiscono il quadro nazionale. Per i Comuni di Monfalcone, Gorizia, Romans d’Isonzo, Gradisca, Villesse, Ruda, Sagrado, Aiello, Cormons e aree limitrofe, in sintesi:
- Difformità minori (aperture, spostamento tramezzi, piccoli locali tecnici) sanabili senza demolizione.
- Per opere ante 1967 è ammessa una dichiarazione asseverata che attesti l’esistenza storica dell’immobile.
- Se presenti vincoli paesaggistici/ambientali serve comunque il parere dell’ente competente.
- Tempi più brevi: risposta comunale entro 90 giorni; in assenza, possibile silenzio-assenso.
- Oneri ridotti per chi regolarizza spontaneamente.
Attenzione ai limiti
- Edifici realizzati senza titolo su aree non edificabili o vincolate (fasce demaniali, parchi ecc.).
- Nuovi volumi significativi o sopraelevazioni non conformi alle norme di sicurezza.
- Mancanza di prove sull’epoca dell’opera (planimetrie, atti, foto storiche, catasto, utenze).
Cosa fare subito (checklist pratica)
- Sopralluogo tecnico (geometra/architetto) per rilievo e verifica conformità.
- Recupero documenti: atti notarili, planimetrie catastali, pratiche comunali, foto storiche, utenze.
- Valutare sanabilità dell’abuso: minore/tollerabile vs. strutturale.
- Preparare la pratica (CILAS/SCIA/DIA in sanatoria a seconda dei casi) con asseverazione.
- Stimare oneri e tempi e valutare l’opzione di regolarizzazione prima di vendita o locazione.
FAQ
La riforma è già in vigore?
È in via di definizione; alcune misure sono già operative a livello nazionale e regionale. Verifica sempre lo stato aggiornato nel tuo Comune.
Se la casa è ante 1967, è automaticamente regolare?
No. L’epoca facilita la sanatoria, ma servono prove documentali e l’immobile deve rispettare sicurezza e vincoli.
Quanto costa la sanatoria?
Dipende da Comune e tipologia di abuso: sono previsti contributi ridotti per regolarizzazioni spontanee; resta il costo del tecnico.
Posso vendere con abuso ante 1967?
Sì solo se la parte difforme è sanata o sanabile e correttamente dichiarata in atto.
Conclusione
La riforma può sbloccare situazioni ferme da anni, ma ogni caso è diverso. Affidarsi a un tecnico locale e a un consulente immobiliare ti permette di ridurre tempi e rischi, valorizzando l’immobile e prevenendo contestazioni in fase di vendita o locazione.
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Nota metodologica. Analisi elaborata dall’Ufficio Studi OkCasaWeb su base 2025, con riferimento alle microzone di Monfalcone e comuni limitrofi (Gradisca, Villesse, Romans, Ruda). I dati derivano da fonti ufficiali, osservatori di mercato e rilevazioni interne sulle transazioni concluse nell’ultimo biennio.



