Affitti & Locazione 02.07.2026
Cosa deve fare l’inquilino quando il proprietario di casa muoreguida completa in 7 punti

di Picerni Alessandro – CEO & Founder OkCasaWeb – Blogger immobiliare professionista

Cosa deve fare l’inquilino quando il proprietario di casa muore: guida completa in 7 punti

Quando il proprietario di un immobile in affitto muore, è normale che l’inquilino si ponga molte domande: il contratto è ancora valido? Bisogna lasciare la casa? A chi si paga l’affitto?
In questo articolo analizziamo cosa deve fare l’inquilino quando il proprietario di casa muore, chiarendo diritti, obblighi e comportamenti corretti, senza tecnicismi inutili ma con precisione giuridica.


Indice dei contenuti

  1. Il contratto di affitto resta valido dopo la morte del proprietario

  2. Chi diventa il nuovo locatore

  3. A chi deve pagare l’affitto l’inquilino

  4. Cosa fare se gli eredi non si fanno vivi

  5. I diritti dell’inquilino

  6. Cosa non deve fare l’inquilino

  7. Quando la situazione può cambiare


1. Il contratto di affitto resta valido dopo la morte del proprietario

La prima cosa da chiarire è fondamentale:

Alla morte del proprietario di casa, il contratto di locazione NON si annulla.

Il rapporto di affitto continua regolarmente fino alla sua naturale scadenza.
Questo principio è stabilito dal Codice Civile: i contratti in essere non si estinguono con la morte del locatore, ma vengono trasmessi agli eredi.

Per l’inquilino, quindi:

  • non esiste alcun obbligo di lasciare l’immobile;

  • non è necessario firmare subito un nuovo contratto;

  • le condizioni economiche restano invariate.


2. Chi diventa il nuovo locatore

Dopo il decesso del proprietario, l’immobile entra a far parte dell’eredità.
Di conseguenza, gli eredi subentrano automaticamente nel ruolo di locatori.

In pratica:

  • se c’è un solo erede, sarà lui il nuovo proprietario;

  • se ci sono più eredi, diventano comproprietari fino alla divisione ereditaria;

  • se è stato nominato un amministratore dell’eredità, sarà lui il referente temporaneo.

L’inquilino non deve preoccuparsi di questi aspetti interni: il suo unico compito è individuare il soggetto legittimato a ricevere il canone.


3. A chi deve pagare l’affitto l’inquilino

Uno degli errori più comuni è smettere di pagare l’affitto “in attesa di chiarimenti”.
È un comportamento sbagliato e rischioso.

La regola è semplice: l’inquilino deve continuare a pagare il canone anche dopo la morte del proprietario.

Cosa fare concretamente:

  • contattare gli eredi o chi li rappresenta;

  • chiedere per iscritto le nuove coordinate di pagamento;

  • conservare tutte le comunicazioni.

Finché non riceve indicazioni ufficiali, l’inquilino deve dimostrare la propria volontà di adempiere correttamente.


4. Cosa fare se gli eredi non si fanno vivi

Può accadere che, per mesi, nessuno si presenti a riscuotere l’affitto.
In questo caso, l’inquilino non è autorizzato a trattenere il denaro senza tutela.

La soluzione corretta è:

  • il deposito del canone presso un soggetto terzo autorizzato;

  • oppure il versamento con modalità che consentano di dimostrare la buona fede.

Questo comportamento tutela l’inquilino da:

  • accuse di morosità;

  • richieste arretrate improvvise;

  • contenziosi futuri.


5. I diritti dell’inquilino dopo la morte del proprietario

Quando il proprietario muore, i diritti dell’inquilino restano invariati.

In particolare, l’inquilino mantiene:

  • il diritto di abitare l’immobile fino alla scadenza del contratto;

  • il diritto a non subire aumenti di canone non concordati;

  • il diritto alla stabilità contrattuale;

  • in alcuni casi, il diritto di prelazione in caso di vendita dell’immobile.

La successione non può essere usata come strumento per modificare unilateralmente il rapporto di affitto.


6. Cosa non deve fare l’inquilino

Ci sono comportamenti che, pur comprensibili emotivamente, sono sbagliati:

  • non deve lasciare l’immobile per paura;

  • non deve sospendere i pagamenti;

  • non deve firmare nuovi accordi senza verificarne il contenuto;

  • non deve accettare richieste verbali non documentate.

In queste situazioni, la fretta è il peggior nemico.


7. Quando la situazione può cambiare

Il rapporto di affitto può subire modifiche solo in alcuni casi specifici:

  • alla scadenza naturale del contratto;

  • se inquilino ed eredi concordano un nuovo accordo;

  • in presenza di motivi di legge per il recesso o la disdetta.

La morte del proprietario, da sola, non è mai un motivo valido per interrompere il contratto.


Conclusione

Sapere cosa deve fare l’inquilino quando il proprietario di casa muore permette di evitare errori gravi, spesso irreversibili.
La parola chiave è una sola: continuità. Continuità del contratto, dei pagamenti e dei diritti.

Gestire correttamente queste situazioni significa tutelarsi oggi ed evitare problemi domani.

02.07.2026

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