Affitti & Locazione 02.08.2026
Canone di affitto concordatoi vantaggi fiscali REALI che molti proprietari ignorano

di Picerni Alessandro – CEO & Founder OkCasaWeb – Blogger immobiliare professionista

Canone di affitto concordato: i vantaggi fiscali REALI che molti proprietari ignorano

Canone di affitto concordato: perché oggi conviene più di quanto pensi

Il canone di affitto concordato viene spesso percepito come una soluzione penalizzante per il proprietario, perché associato a un affitto più basso rispetto al mercato libero.
In realtà, se analizzato correttamente dal punto di vista fiscale, rappresenta una delle strategie più intelligenti per aumentare il rendimento netto di un immobile.

Molti proprietari guardano solo al canone mensile.
I professionisti, invece, guardano a quanto resta in tasca a fine anno.


Cos’è il canone di affitto concordato

Il canone di affitto concordato è una tipologia di contratto regolata dalla Legge 431/1998 che prevede:

  • durata 3 anni + 2 di rinnovo automatico

  • canone determinato secondo accordi territoriali comunali

  • possibilità di accedere a importanti agevolazioni fiscali

Il canone non è deciso liberamente, ma deve rientrare in fasce di prezzo minime e massime stabilite in base a:

  • zona dell’immobile

  • caratteristiche costruttive

  • stato di manutenzione

  • presenza di ascensore, box, cantina, arredamento


Il doppio vantaggio fiscale del canone di affitto concordato

Riduzione della base imponibile IMU

Il primo grande vantaggio riguarda l’IMU.
Per gli immobili locati a canone di affitto concordato, la normativa nazionale prevede una riduzione automatica del 25% della base imponibile IMU.

In pratica:

  • l’IMU non viene calcolata sul 100% del valore catastale

  • ma solo sul 75%

Questo beneficio è valido in tutta Italia.


Aliquote IMU agevolate nei Comuni

Oltre alla riduzione della base imponibile, molti Comuni applicano:

  • aliquote IMU più basse

  • riservate esclusivamente agli immobili locati a canone concordato

È qui che nasce il cosiddetto doppio vantaggio IMU:

  1. base imponibile ridotta

  2. aliquota più favorevole

Il risparmio finale può essere significativo, soprattutto per seconde case.


Cedolare secca al 10%: il vero punto di forza

Chi sceglie il canone di affitto concordato può optare per la cedolare secca al 10%, invece del 21% previsto per i contratti a canone libero.

Questo comporta:

  • tassazione dimezzata

  • nessuna imposta di registro

  • nessuna imposta di bollo

  • gestione fiscale più semplice

In molti casi, il minor canone viene ampiamente compensato dal risparmio fiscale.


Quando il canone di affitto concordato conviene davvero

Il canone di affitto concordato è particolarmente vantaggioso quando:

  • l’immobile è soggetto a IMU elevata

  • si tratta di una seconda casa

  • il proprietario ha redditi medio-alti

  • si cerca stabilità nel tempo

  • si vuole ridurre il rischio di morosità

La valutazione va sempre fatta sul rendimento netto annuale, non sul canone lordo.


Gli errori più comuni dei proprietari

Tra gli errori più frequenti:

  • confrontare solo il canone mensile

  • ignorare IMU e tassazione

  • non verificare le aliquote comunali

  • non richiedere l’attestazione del canone

  • non fare simulazioni personalizzate

Il risultato è spesso una scelta meno conveniente di quanto si pensi.


Sicurezza e stabilità del canone concordato

Oltre ai vantaggi fiscali, il canone di affitto concordato offre:

  • canoni più sostenibili per l’inquilino

  • maggiore continuità contrattuale

  • minore probabilità di contenziosi

  • migliore selezione degli inquilini

Un canone equilibrato è spesso il miglior alleato del proprietario.


L’importanza dell’attestazione del canone concordato

Per accedere alle agevolazioni fiscali è necessaria l’attestazione di rispondenza agli accordi territoriali, rilasciata dalle associazioni firmatarie.

Senza attestazione:

  • si perdono i benefici fiscali

  • il contratto può essere contestato dall’Agenzia delle Entrate


FAQ – Domande frequenti sul canone di affitto concordato

Cos’è il canone di affitto concordato?

È un contratto di locazione con canone calmierato stabilito dagli accordi territoriali comunali.

Qual è la differenza tra canone libero e canone concordato?

Nel canone libero il prezzo è deciso dal proprietario, nel canone concordato rientra in fasce stabilite ma con forti agevolazioni fiscali.

Il canone di affitto concordato conviene al proprietario?

Sì, nella maggior parte dei casi, se si considerano IMU e tassazione complessiva.

Quali sono i vantaggi fiscali principali?

Riduzione del 25% della base imponibile IMU, aliquote comunali agevolate e cedolare secca al 10%.

La riduzione IMU è sempre valida?

La riduzione della base imponibile sì, l’aliquota ridotta dipende dal Comune.

Serve l’attestazione?

Sì, è indispensabile per accedere alle agevolazioni.

Cosa succede senza attestazione?

Si rischia di perdere i benefici fiscali e di subire contestazioni.

Vale anche per seconde case?

Sì, ed è spesso lì che il risparmio è maggiore.

Si può applicare agli immobili arredati?

Sì, se previsto dagli accordi territoriali.

Riduce il rischio di morosità?

Statisticamente sì, grazie a canoni più sostenibili.

Si può aggiornare il canone ISTAT?

No, se si sceglie la cedolare secca.

Conviene anche ai piccoli proprietari?

Sì, soprattutto a chi vuole stabilità e meno tasse.

Come capire se conviene nel mio caso?

Con una simulazione personalizzata su canone, IMU e tassazione.


Conclusione

Il canone di affitto concordato non è una rinuncia al guadagno, ma una scelta strategica per chi vuole:

  • pagare meno tasse

  • ridurre i rischi

  • ottenere un reddito più stabile

La vera domanda non è quanto incassi ogni mese, ma quanto ti resta davvero a fine anno.

02.08.2026

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