Successioni & Donazioni 03.09.2026
Figlio compra casacome donare il denaro nel modo corretto, dal bonifico alla causale

di Picerni Alessandro – CEO & Founder OkCasaWeb – Blogger immobiliare professionista

Figlio compra casa: come donare il denaro nel modo corretto, dal bonifico alla causale

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Quando un figlio compra casa, è sempre più frequente che i genitori decidano di aiutarlo economicamente con una somma destinata all’anticipo, alla caparra o a una parte del prezzo di acquisto. È una scelta molto comune, ma va gestita nel modo corretto per evitare dubbi fiscali, contestazioni future o problemi al momento del rogito.

Il punto non è solo trasferire il denaro, ma farlo in modo tracciabile, coerente e giuridicamente chiaro. Proprio su questo tema, una recente risposta pubblicata nella sezione “Chiedi all’Esperto” del Corriere ha ribadito un principio pratico molto importante: non esiste una causale obbligatoria già prestabilita, ma il bonifico deve indicare in modo chiaro il titolo della somma, il rapporto tra le parti e la finalità del trasferimento.

Perché è importante fare tutto correttamente

Quando un genitore aiuta un figlio a comprare casa, il trasferimento di denaro deve poter essere spiegato senza ambiguità. In altre parole, deve risultare chiaro che non si tratta di un reddito, di un pagamento per prestazioni o di un movimento bancario sospetto, ma di una liberalità familiare collegata all’acquisto dell’immobile. La tracciabilità bancaria e una causale ben scritta servono proprio a questo.

In molti casi si parla di donazione indiretta, cioè di una somma messa a disposizione per consentire al figlio di realizzare un acquisto preciso, come l’abitazione. Questa impostazione è molto usata nella pratica immobiliare perché consente di collegare il denaro a uno scopo specifico e di documentare con precisione la provenienza delle somme.

Il modo più sicuro: bonifico bancario tracciabile

La soluzione più lineare è il bonifico bancario. Evitare passaggi informali, contanti o trasferimenti poco chiari è fondamentale. Il bonifico permette infatti di dimostrare chi ha inviato la somma, chi l’ha ricevuta, quando è stata trasferita e per quale motivo.

Dal punto di vista pratico, il denaro può essere versato direttamente al figlio oppure, in alcune situazioni, anche al venditore, purché l’operazione sia coerente con la compravendita e sia ben descritta nella documentazione. L’aspetto decisivo resta sempre uno: la somma deve essere perfettamente tracciabile.

Come scrivere la causale del bonifico

Questo è il passaggio più delicato. La causale non deve essere generica. Scrivere solo “regalo”, “aiuto” o “bonifico familiare” è poco utile e, in alcuni casi, può risultare troppo vago.

La causale dovrebbe contenere tre elementi essenziali:

  • la natura del trasferimento, quindi donazione o liberalità;

  • il rapporto tra chi versa e chi riceve, quindi genitore e figlio;

  • la finalità, cioè acquisto casa o acquisto abitazione.

Una formula chiara può essere:

Donazione da genitore a figlio per acquisto abitazione nel Comune di [nome Comune]

Oppure:

Liberalità familiare per acquisto prima casa del figlio [nome e cognome]

Secondo quanto riportato nella risposta pubblicata dal Corriere, è opportuno che il bonifico riporti in modo esplicito il titolo, il rapporto genitori-figlio e la finalità dell’acquisto dell’immobile.

Serve il notaio per donare il denaro?

Non sempre. Qui occorre distinguere. La donazione formale, in linea generale, richiede l’atto pubblico notarile. Tuttavia, quando il denaro viene trasferito per permettere al figlio di comprare casa e l’operazione è collegata alla compravendita, nella pratica si rientra spesso nella donazione indiretta.

In questi casi, molto spesso non serve un atto notarile separato di donazione, ma è importante che il notaio che segue il rogito sia informato della provenienza delle somme. Inserire nell’atto di compravendita che una parte del prezzo è stata messa a disposizione dai genitori è una scelta prudente e utile, perché rafforza la trasparenza dell’operazione.

C’è da pagare l’imposta di donazione?

Per i trasferimenti tra genitori e figli esiste una franchigia molto ampia. L’Agenzia delle Entrate indica che per coniuge e parenti in linea retta l’imposta di donazione è del 4% solo sulla parte che eccede 1 milione di euro per ciascun beneficiario. Questo significa che, nella maggior parte dei casi familiari legati all’acquisto di una casa, non si paga alcuna imposta di donazione, purché si resti entro tale soglia.

Attenzione alla documentazione

Oltre al bonifico, conviene conservare con ordine tutti i documenti collegati all’operazione: contabili bancarie, proposta d’acquisto, preliminare, eventuale documentazione del mutuo e naturalmente il rogito. Più il percorso del denaro è chiaro, meno spazio ci sarà per dubbi futuri.

Questo vale anche nei rapporti familiari sereni. Fare le cose bene da subito non significa diffidare dei propri cari, ma tutelare tutti: genitori, figlio acquirente, banca, notaio e, se necessario, anche eventuali futuri compratori.

Il vero errore da evitare

L’errore più comune è pensare che, essendo soldi tra familiari, non serva alcuna attenzione formale. In realtà è proprio nei passaggi fatti “in fiducia” che spesso nascono i problemi: causali vaghe, soldi dati in contanti, trasferimenti spezzettati senza logica o mancata comunicazione al notaio.

Aiutare un figlio a comprare casa è assolutamente possibile e normale. Ma bisogna farlo con metodo, in modo che la liberalità risulti chiara, legittima e facilmente ricostruibile.

Conclusione

Se un figlio compra casa e i genitori vogliono aiutarlo economicamente, la strada più prudente è semplice: usare un bonifico tracciabile, indicare una causale completa e coerente, informare il notaio e collegare chiaramente la somma all’acquisto dell’immobile.

La regola pratica è questa: meno ambiguità ci sono nei documenti, più l’operazione è solida sotto il profilo fiscale e giuridico.


FAQ – Donazione di denaro al figlio per acquisto casa

1. Posso fare un semplice bonifico a mio figlio per comprare casa?

Sì, in molti casi è la soluzione più pratica e sicura. Il punto fondamentale è che il bonifico sia tracciabile e abbia una causale chiara che colleghi la somma all’acquisto dell’abitazione.

2. Qual è la causale giusta per il bonifico?

Non esiste una formula unica obbligatoria, ma la causale dovrebbe indicare donazione o liberalità, il rapporto genitore-figlio e la finalità dell’acquisto dell’immobile.

3. Serve sempre un atto notarile di donazione?

No. Se il denaro è destinato all’acquisto della casa del figlio, spesso si parla di donazione indiretta e non è necessario un atto di donazione separato, purché tutto sia ben documentato.

4. I soldi vanno dati al figlio o direttamente al venditore?

Dipende dalla struttura dell’operazione. Entrambe le soluzioni possono esistere, ma la cosa essenziale è che il flusso di denaro sia coerente, documentato e comprensibile.

5. La donazione da genitore a figlio è tassata?

In linea generale, tra genitori e figli si applica il 4% solo sulla parte che supera 1 milione di euro per ciascun beneficiario. Sotto quella soglia non si paga imposta di donazione.

6. Posso scrivere solo “regalo” nella causale?

È meglio di no. Una causale troppo generica non aiuta a qualificare correttamente il trasferimento. Conviene specificare che si tratta di una donazione finalizzata all’acquisto della casa.

7. È meglio fare il bonifico prima del rogito?

Spesso sì, soprattutto se la somma serve per caparra, anticipo o parte del prezzo. In ogni caso, il notaio va informato per coordinare correttamente i passaggi.

8. Il notaio deve sapere da dove arrivano i soldi?

Sì, è opportuno che il notaio conosca la provenienza delle somme utilizzate per l’acquisto, così da descrivere correttamente l’operazione nell’atto.

9. Posso donare il denaro anche per la prima casa del figlio senza creare problemi futuri?

Sì, purché il trasferimento sia ben fatto, tracciato e coerente con l’acquisto. La trasparenza documentale riduce in modo decisivo i rischi.

10. Qual è il consiglio più importante?

Non improvvisare. Quando si trasferiscono somme rilevanti per comprare casa, è sempre consigliabile coordinarsi con notaio, consulente fiscale e professionista immobiliare per impostare tutto correttamente fin dall’inizio.

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A cura di Picerni Alessandro – CEO & Founder OkCasaWeb – Blogger immobiliare professionista

Nota metodologica. Analisi elaborata dall’Ufficio Studi OkCasaWeb su base 2025. I dati derivano da fonti ufficiali, osservatori di mercato e rilevazioni interne sulle transazioni concluse nell’ultimo biennio.

03.09.2026

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