Mercato Immobiliare 02.17.2026
Direttiva Case Greencosa cambia davvero per le case in Italia e perché non è una catastrofe

di Picerni Alessandro – CEO & Founder OkCasaWeb – Blogger immobiliare professionista

Direttiva Case Green: cosa cambia davvero per le case in Italia e perché non è una catastrofe

Negli ultimi mesi si parla sempre più spesso della cosiddetta “Direttiva Case Green”.
C’è chi dice che non si potranno più vendere le case vecchie, chi parla di ristrutturazioni obbligatorie e chi teme una svalutazione generalizzata degli immobili.

Come spesso succede quando entra in gioco una normativa europea, il dibattito si è riempito di titoli forti e semplificazioni. Per questo è utile fermarsi un attimo e capire cosa prevede davvero la direttiva e, soprattutto, cosa cambierà concretamente per chi possiede, vende o compra casa in Italia.


Cos’è davvero la Direttiva Case Green

Con “Case Green” si indica la nuova versione della Direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD).
L’obiettivo dell’Unione Europea è ridurre i consumi energetici e le emissioni legate agli immobili, perché gli edifici sono responsabili di una quota molto rilevante dell’energia utilizzata ogni anno.

In parole semplici:
le case consumano troppo e spesso male.
Per questo l’Europa vuole spingere gli Stati a migliorare il patrimonio edilizio, soprattutto quello più vecchio.

Non è una direttiva “contro i proprietari”, ma una direttiva che prova a cambiare un sistema costruito negli anni in cui l’energia costava poco e l’efficienza non era una priorità.


La data del 2026: cosa significa davvero

Un punto fondamentale viene spesso frainteso:
entro il 29 maggio 2026 l’Italia dovrà recepire la direttiva nelle proprie leggi.

Questo non significa che nel 2026 scatteranno automaticamente obblighi per tutti i proprietari.
Significa che entro quella data lo Stato italiano dovrà decidere:

  • come applicare la direttiva,

  • con quali tempi,

  • con quali strumenti,

  • con quali incentivi o tutele.

Le regole concrete non le scrive Bruxelles per il singolo appartamento: le scriverà il legislatore italiano.


Cosa chiede l’Europa, in sostanza

La direttiva non dice: “questa casa non si può più vendere”.
Dice: “gli Stati devono ridurre i consumi energetici medi degli edifici”.

Per arrivarci:

  • si punterà soprattutto sugli immobili meno efficienti,

  • si renderanno più severi gli standard per le nuove costruzioni,

  • si favorirà l’uso di fonti rinnovabili dove possibile.

È un percorso lungo, che guarda al 2030, al 2035 e addirittura al 2050.

Non è una misura immediata, ma una trasformazione progressiva del modo in cui costruiamo e utilizziamo le abitazioni.


Quanto costerà tutto questo

Secondo le stime più citate:

  • gli interventi di riqualificazione potrebbero valere circa 85 miliardi di euro entro il 2030,

  • considerando l’intera filiera edilizia, l’impatto complessivo potrebbe arrivare a cifre molto più alte.

Questi numeri non significano che ogni proprietario dovrà spendere cifre enormi.
Significano che il patrimonio immobiliare italiano è molto grande, molto vecchio e molto energivoro.

Ed è proprio questo il nodo:
il problema non è la direttiva, ma lo stato reale delle nostre case.


Il vero effetto: non la legge, ma il mercato

Dal punto di vista immobiliare, il cambiamento più importante non sarà normativo ma commerciale.

Già oggi:

  • una casa ben isolata si vende meglio,

  • una casa con consumi alti viene trattata di più sul prezzo.

Con il tempo questa differenza diventerà più evidente.

Si creerà un mercato sempre più diviso tra:

  • immobili efficienti, più appetibili;

  • immobili energivori, che richiedono uno sconto maggiore.

Non perché “lo dice l’Europa”, ma perché chi compra fa i conti:

  • con le bollette,

  • con i lavori futuri,

  • con la possibilità di rivendere.


Quali immobili rischiano di più

Sono soprattutto:

  • condomìni costruiti negli anni ’60-’80 senza isolamento,

  • abitazioni con impianti vecchi,

  • villette isolate mai ristrutturate dal punto di vista energetico.

Questi immobili non diventeranno “invendibili”, ma potrebbero:

  • richiedere più tempo per trovare un acquirente,

  • subire una maggiore trattativa sul prezzo.

Al contrario:

  • case già ristrutturate,

  • immobili recenti,

  • abitazioni con impianti moderni

saranno sempre più richieste.


Cosa cambia per chi compra casa

Chi acquista inizierà a valutare sempre di più:

  • quanto consuma l’immobile,

  • quanto costa mantenerlo,

  • quali interventi saranno necessari nel tempo.

Non si comprerà solo “una metratura in una zona”, ma un sistema casa completo: struttura, impianti, prestazioni.

Questo rende il mercato più razionale, ma anche più selettivo.


Cosa può fare oggi un proprietario

La cosa peggiore è aspettare senza capire.

La cosa migliore è:

  1. conoscere la classe energetica reale del proprio immobile;

  2. capire se esistono interventi sensati (non per forza totali);

  3. valutare se conviene migliorare prima di vendere o vendere tenendo conto dei lavori.

Non tutte le case devono diventare “classe A”. Ma tutte le case devono essere valutate con lucidità.


Le domande che mi fanno più spesso

Dal 2026 devo ristrutturare per forza?
No. Il 2026 è la data di recepimento della direttiva, non una scadenza per i lavori.

Non si potrà più vendere una casa in classe G?
No, non esiste oggi alcun divieto di vendita legato alla classe energetica.

Il valore delle case scenderà?
Scenderà il valore relativo delle case meno efficienti rispetto a quelle migliori. È una differenza, non un crollo generale.

Ci saranno incentivi?
È molto probabile, perché senza strumenti di supporto gli obiettivi sarebbero irrealistici.


In conclusione

La Direttiva Case Green non è una condanna per il mercato immobiliare.
È una trasformazione lenta ma profonda.

Chi la ignora rischia di subirla.
Chi la capisce può usarla per:

  • proteggere il valore del proprio immobile,

  • vendere meglio,

  • comprare in modo più consapevole.

Come sempre, la differenza la fa l’informazione corretta, non la paura.

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A cura di Picerni Alessandro – CEO & Founder OkCasaWeb – Blogger immobiliare professionista

Nota metodologica. Analisi elaborata dall’Ufficio Studi OkCasaWeb su base 2025. I dati derivano da fonti ufficiali, osservatori di mercato e rilevazioni interne sulle transazioni concluse nell’ultimo biennio.

02.17.2026

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