Bonus & Agevolazioni Casa 02.12.2026
Bonus ristrutturazione 2026guida definitiva in 7 passi tra aliquote, regole e casi pratici

di Picerni Alessandro – CEO & Founder OkCasaWeb – Blogger immobiliare professionista

Bonus ristrutturazione 2026: guida definitiva in 7 passi tra aliquote, regole e casi pratici

Bonus ristrutturazione 2026 significa una cosa molto concreta: puoi recuperare una parte delle spese di ristrutturazione sotto forma di detrazione IRPEF, a condizione di rispettare regole tecniche e fiscali precise. È un’agevolazione storica, basata sull’art. 16-bis del TUIR, e continua a essere una delle più utilizzate perché copre molti interventi e, se impostata bene, riduce davvero il costo finale dei lavori.

Quello che cambia nel 2026 è soprattutto l’approccio “a doppio binario”: l’aliquota dipende non solo dal tipo di lavoro, ma anche da chi sostiene la spesa e se l’immobile diventa abitazione principale a fine lavori.


Indice dei contenuti

  1. Come funziona il Bonus ristrutturazione 2026

  2. Aliquote 2026 e tetti di spesa: quanto recuperi davvero

  3. Requisiti per l’aliquota più alta: prima casa, proprietà e tempi

  4. Lavori ammessi: cosa rientra e cosa resta fuori

  5. Pagamenti e documenti: bonifico parlante, fatture e conservazione

  6. Casi pratici: 3 esempi con numeri

  7. Errori comuni che fanno perdere la detrazione

  8. FAQ rapide


1) Come funziona il Bonus ristrutturazione 2026

Il meccanismo è semplice nella teoria: sostieni una spesa agevolabile, la inserisci in dichiarazione dei redditi e recuperi la detrazione in 10 quote annuali di pari importo. Nella pratica, devi verificare prima se il tuo profilo rientra nell’aliquota corretta, e devi pagare e documentare tutto in modo impeccabile.

Punto chiave: la detrazione funziona solo se hai capienza IRPEF. Se in un anno non riesci a “usare” tutta la quota perché paghi poche imposte, quella parte può andare persa.


2) Aliquote 2026 e tetti di spesa: quanto recuperi davvero

Per le spese sostenute nel 2026, la regola base è questa:

  • 50% se l’intervento riguarda l’abitazione principale e la spesa è sostenuta dal proprietario o da un titolare di diritto reale (usufrutto, uso, abitazione, ecc.).

  • 36% in tutti gli altri casi (ad esempio seconda casa, oppure spesa sostenuta da detentori come locatari/comodatari).

  • Tetto massimo di spesa agevolabile: 96.000 euro per unità immobiliare.

Come si calcola (formula pratica)

  1. Spesa agevolabile (massimo 96.000 euro)

  2. Moltiplichi per aliquota (50% o 36%)

  3. Dividi in 10 rate annuali

Esempio rapido: 40.000 euro di lavori

  • al 50% → 20.000 euro di detrazione totale → 2.000 euro/anno per 10 anni

  • al 36% → 14.400 euro di detrazione totale → 1.440 euro/anno per 10 anni


3) Requisiti per l’aliquota più alta: prima casa, proprietà e tempi

Qui si concentrano molti errori.

Per ottenere l’aliquota “più alta” devi rispettare due condizioni insieme:

  1. essere titolare di proprietà o diritto reale sull’immobile;

  2. l’immobile deve risultare abitazione principale al termine dei lavori.

Attenzione operativa: se non vivi ancora in quell’immobile quando inizi i lavori, la maggiorazione può spettare comunque, ma devi adibirlo ad abitazione principale a fine lavori, secondo le indicazioni richiamate dall’articolo.

Chi resta fuori dall’aliquota “più alta”

  • locatari (inquilini) e comodatari: anche se l’immobile è la loro dimora abituale, non accedono alla maggiorazione.

  • in generale, chi non è proprietario o titolare di diritto reale rientra nelle aliquote “ridotte”.


4) Lavori ammessi: cosa rientra e cosa resta fuori

In linea generale, sulle singole unità immobiliari rientrano:

  • manutenzione straordinaria

  • restauro e risanamento conservativo

  • ristrutturazione edilizia

Sulle parti comuni condominiali rientra anche la manutenzione ordinaria (es. vano scala).

Esempio tipico di “falso amico”

La sola tinteggiatura, se fatta solo dentro una singola unità, di norma non basta: è manutenzione ordinaria e non dà diritto al bonus. Diverso il caso di tinteggiatura delle parti comuni condominiali.


5) Pagamenti e documenti: bonifico parlante, fatture e conservazione

Qui il consiglio è netto: imposta la parte documentale prima di iniziare, non dopo.

  • Bonifico parlante obbligatorio (bancario o postale), con i dati richiesti dalla normativa.

  • Fatture e bonifici intestati a chi detrae (salvo ripartizioni documentate correttamente).

  • Conserva i documenti per tutta la durata della detrazione e per i termini di accertamento.

  • Non serve una “domanda”: la detrazione si ottiene in dichiarazione dei redditi, rispettando gli adempimenti.


6) Casi pratici: 3 esempi con numeri

Caso 1 — Prima casa (aliquota 50%)

Paola è proprietaria e ristruttura l’appartamento dove andrà a vivere. Spesa: 60.000 euro.
Detrazione: 60.000 × 50% = 30.000 euro in 10 anni → 3.000 euro/anno.

Caso 2 — Seconda casa (aliquota 36%)

Marco ristruttura una seconda casa al mare intestata a lui. Spesa: 40.000 euro.
Detrazione: 40.000 × 36% = 14.400 euro in 10 anni → 1.440 euro/anno.

Caso 3 — Inquilino (detrazione sì, ma senza maggiorazione)

Sara è in affitto e paga lei i lavori concordati (caso da gestire con attenzione anche contrattualmente). Può avere la detrazione, ma non l’aliquota “da prima casa” perché non è titolare di diritto reale. Risultato: si applica l’aliquota prevista per i casi “altri”, rispettando pagamenti e intestazioni.


7) Errori comuni che fanno perdere la detrazione

  1. Pagare con modalità non idonee (niente bonifico parlante).

  2. Fatture intestate a un soggetto diverso da chi detrae.

  3. Lavori non coerenti con l’inquadramento edilizio (titolo edilizio o dichiarazione sostitutiva quando serve).

  4. Confondere manutenzione ordinaria in singola unità (es. tinteggiatura) con lavori detraibili.

  5. Sottovalutare la capienza IRPEF: la rata annuale non si “sposta” e non si anticipa.


8) FAQ rapide sul Bonus ristrutturazione 2026

Il bonus vale anche nel 2026?
Sì. Nel 2026 trovi aliquota al 50% per prima casa (con requisiti) e 36% negli altri casi, con limite 96.000 euro.

Devo fare una domanda prima di iniziare?
No. La fruizione avviene tramite dichiarazione dei redditi, ma devi rispettare adempimenti edilizi e fiscali.

Serve sempre un titolo edilizio?
In linea generale l’intervento deve essere inquadrato correttamente; se manca un titolo, può essere necessaria una dichiarazione sostitutiva sulla tipologia dei lavori.

È obbligatorio il bonifico parlante?
Sì, per i lavori edilizi è obbligatorio il bonifico parlante con i dati richiesti.

La detrazione è immediata?
No: si recupera in 10 rate annuali di pari importo e nei limiti dell’IRPEF dovuta ogni anno.

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A cura di Picerni Alessandro – CEO & Founder OkCasaWeb – Blogger immobiliare professionista

Nota metodologica. Analisi elaborata dall’Ufficio Studi OkCasaWeb su base 2025. I dati derivano da fonti ufficiali, osservatori di mercato e rilevazioni interne sulle transazioni concluse nell’ultimo biennio.

02.12.2026

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