Bonus & Agevolazioni Casa 02.04.2026
Detrazioni per cambiare le porte nel 2026guida pratica (porte interne, porta blindata, porte esterne)

di Picerni Alessandro – CEO & Founder OkCasaWeb – Blogger immobiliare professionista

Detrazioni per cambiare le porte nel 2026: guida pratica (porte interne, porta blindata, porte esterne)

Cambiare le porte nel 2026 è uno di quegli interventi “semplici” che spesso diventano un problema quando arriva il momento di portare le spese in detrazione. Il punto chiave è questo: non esiste un “bonus porte” autonomo. Le porte si detraono solo se rientrano correttamente in uno dei bonus edilizi e se rispetti requisiti e modalità di pagamento.

In questa guida trovi cosa è detraibile, con quale bonus, e soprattutto come evitare gli errori più frequenti.

Quali detrazioni puoi usare nel 2026 per cambiare le porte

Nel 2026, per interventi legati alle porte, nella pratica si ragiona su tre canali:

  1. Bonus Casa (detrazione per ristrutturazioni edilizie): è la “cornice” più comune per lavori in casa e può includere le porte interne se inserite nel contesto giusto. La detrazione è ripartita in 10 quote annuali.

  2. Bonus Sicurezza (interventi anti-intrusione): è la strada tipica per porta blindata e sistemi di protezione. Anche qui recupero in 10 anni.

  3. Ecobonus (efficienza energetica): riguarda le porte esterne solo se rispettano requisiti tecnici (trasmittanza) e se si fa la comunicazione ENEA quando richiesta.

Sulle percentuali applicabili nel 2026, diverse guide di settore riportano lo schema “prima casa / altri immobili” (50% / 36%) per i principali bonus, in continuità con quanto riepilogato anche da commenti tecnici e rassegne fiscali sulla Legge di Bilancio 2026.

Nota operativa: per la tua situazione specifica (tipo immobile, titolo edilizio, lavori collegati) conviene sempre verificare l’inquadramento prima di firmare preventivo e modalità di pagamento.


Porte interne: quando sono detraibili (e quando no)

Quando puoi detrarle

Le porte interne possono rientrare nel Bonus Casa solo se sono parte di un intervento edilizio agevolato (tipicamente manutenzione straordinaria, restauro/risanamento, ristrutturazione). In altre parole: devono essere collegate a lavori che “cambiano” l’immobile in modo rilevante, non a un semplice rinnovo estetico.

Esempi frequenti in cui le porte interne rientrano:

  • rifacimento bagno/impianti con intervento inquadrato come manutenzione straordinaria;

  • modifica della distribuzione interna (spostamento tramezzi, nuovi vani, ecc.);

  • ristrutturazione complessiva dell’unità.

Quando non puoi detrarle

Se cambi le porte interne “perché vuoi porte nuove”, senza un intervento edilizio agevolato, in genere non si entra in detrazione.

Attenzione anche a un equivoco molto diffuso: le porte sono escluse dal Bonus Mobili. Lo chiarisce la guida dell’Agenzia delle Entrate sul bonus mobili ed elettrodomestici (le porte rientrano tra gli acquisti esclusi).


Porta blindata e sicurezza: quando conviene il Bonus Sicurezza

Se stai valutando una porta blindata (o un intervento mirato alla protezione dell’abitazione), di solito il percorso più lineare è il Bonus Sicurezza, che rientra nel perimetro delle detrazioni “casa” dedicate a prevenire il rischio di atti illeciti.

Interventi tipici collegati:

  • porta blindata o porta di sicurezza;

  • serrature e cilindri di sicurezza;

  • rinforzi, sistemi di chiusura e dispositivi anti-intrusione.

Il vantaggio pratico è che, spesso, non serve una ristrutturazione completa: l’intervento è motivato dalla finalità di sicurezza.


Porte esterne: Ecobonus solo se migliorano l’isolamento

Per le porte esterne (porta d’ingresso che delimita volume riscaldato verso esterno o verso vani non riscaldati) può entrare in gioco l’Ecobonus, ma a condizioni più tecniche:

  • la porta deve rispettare requisiti di trasmittanza termica previsti per zona climatica;

  • serve documentazione del produttore/tecnico;

  • quando previsto, va inviata la pratica/trasmissione ad ENEA entro i termini indicati dalle regole operative.

In concreto: l’Ecobonus è adatto quando cambi una porta esterna con un prodotto che migliora davvero le prestazioni energetiche e hai la documentazione corretta.


Pagamenti e documenti: la checklist che evita errori

Indipendentemente dal bonus, le regole di buon senso (e spesso anche fiscali) sono sempre le stesse:

  1. Fattura intestata correttamente al soggetto che porterà la spesa in detrazione.

  2. Pagamento tracciabile con causale corretta (nella pratica: bonifico “parlante” per i bonus casa, quando richiesto dalla procedura).

  3. Conservare: preventivo, fatture, ricevute dei pagamenti, eventuale titolo edilizio, schede tecniche e (se Ecobonus) documentazione ENEA.

  4. Se condominio: delibera e ripartizione spese, se pertinenti.

La maggior parte delle detrazioni “salta” non perché il lavoro non sarebbe detraibile, ma perché manca un passaggio formale (tipo bonifico sbagliato, documenti incompleti, intervento non inquadrato).


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FAQ: 10 domande frequenti

1) Posso detrarre le porte interne se cambio solo le porte?

Di norma no: le porte interne rientrano se collegate a un intervento edilizio agevolato (manutenzione straordinaria/ristrutturazione).

2) Le porte interne rientrano nel Bonus Mobili?

No, l’acquisto di porte è indicato tra le esclusioni nella guida dell’Agenzia delle Entrate sul bonus mobili.

3) La porta blindata è detraibile anche senza rifare casa?

Spesso sì, perché l’intervento può rientrare nel Bonus Sicurezza come misura anti-intrusione.

4) Posso detrarre anche serratura e cilindro di sicurezza?

In molti casi sì, se sono parte dell’intervento di sicurezza e fatturati correttamente insieme alla posa.

5) Le porte esterne sono sempre Ecobonus?

No: Ecobonus solo se rispettano requisiti energetici (trasmittanza) e con documentazione adeguata; in molti casi è necessaria la comunicazione ENEA.

6) Serve sempre una pratica edilizia (CILA/SCIA)?

Dipende dal tipo di lavori e dal regolamento edilizio: alcuni interventi rientrano in edilizia libera, altri richiedono titolo. Il punto è che la detrazione richiede coerenza tra lavori, inquadramento e documenti.

7) Si recupera tutto subito o in anni?

La detrazione si recupera normalmente in 10 quote annuali in dichiarazione.

8) Posso usare le detrazioni anche su seconda casa?

Sì, ma in molte sintesi operative 2026 si distingue tra abitazione principale e altri immobili (percentuali diverse).

9) Quali sono gli errori più comuni che fanno perdere la detrazione?

Pagamento errato, documenti incompleti, intervento non inquadrato nel bonus corretto, confusione tra porte interne/esterne e bonus mobili.

10) Cosa devo chiedere al fornitore prima di firmare?

Chiedi sempre: descrizione tecnica del prodotto, indicazione chiara del bonus utilizzabile, modalità di pagamento corretta, e (se Ecobonus) valori di trasmittanza e documentazione per ENEA.


Conclusione

Nel 2026, cambiare le porte conviene fiscalmente se scegli il percorso giusto:

  • porte interne: solo se collegate a ristrutturazione/manutenzione straordinaria;

  • porta blindata: spesso detraibile come sicurezza;

  • porte esterne: Ecobonus solo con requisiti energetici e documentazione.

Il consiglio pratico è semplice: prima si inquadra l’intervento, poi si paga. Fare il contrario è il modo più rapido per perdere la detrazione.

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A cura di Picerni Alessandro – CEO & Founder OkCasaWeb – Blogger immobiliare professionista

Nota metodologica. Analisi elaborata dall’Ufficio Studi OkCasaWeb su base 2025. I dati derivano da fonti ufficiali, osservatori di mercato e rilevazioni interne sulle transazioni concluse nell’ultimo biennio.

02.04.2026

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