Capire quando spetta l’IVA agevolata e come documentarla è fondamentale se stai programmando lavori nella tua abitazione principale. In questa guida semplice e pratica vediamo quando si applica l’IVA 10%, quando resta il 22%, in quali casi particolari si può arrivare al 4% e quali documenti servono per non avere contestazioni, in continuità con le agevolazioni ristrutturazione 2025.
IVA per ristrutturazione prima casa: la regola generale
- IVA 10% sulle prestazioni di servizi dell’impresa (manodopera + materiali che l’impresa fornisce e installa nell’ambito dell’appalto).
- IVA 22% se acquisti tu direttamente i materiali dal rivenditore (infissi, sanitari, caldaie, ecc.), fuori dal contratto di appalto.
Se vuoi sfruttare davvero l’IVA agevolata per ristrutturazione prima casa, conviene che sia l’impresa a fornire e installare i materiali all’interno del proprio appalto.
Per approfondire requisiti e casi pratici dell’IVA al 4% sulla prima casa quando compri da impresa, leggi: IVA 4% prima casa: requisiti e casi pratici.
Beni significativi: come si applica il 10%
Per alcuni prodotti (i cosiddetti beni significativi) l’IVA 10% non si applica all’intero costo del bene, ma solo fino a concorrenza del valore di manodopera e altri materiali; la parte eccedente resta al 22%.
- Esempi di beni significativi: infissi, caldaie, sanitari e rubinetteria, condizionatori, ascensori/montacarichi, videocitofoni.
Esempio rapido
Rifacimento bagno in prima casa: appalto totale 6.000 € di cui 3.500 € bene significativo (sanitari+rubinetteria) e 2.500 € manodopera/altro. L’IVA 10% si applica a 2.500 € del bene (pari alla manodopera/altro); i restanti 1.000 € vanno al 22%. L’intera prestazione dell’impresa resta al 10%.
Quando l’IVA resta al 22%
- Acquisti diretti del proprietario presso il negozio (senza posa dell’impresa appaltatrice).
- Forniture non collegate a un contratto di lavori (solo vendita di materiali).
- Interventi che non rientrano in manutenzione/ristrutturazione di abitazioni o su parti non residenziali.
Quando si può arrivare al 4% (casi particolari)
L’IVA 4% è eccezionale: riguarda di norma la prima casa di nuova costruzione (o ampliamento assimilato) e alcuni casi specifici per soggetti con disabilità. Nelle semplici ristrutturazioni la regola resta l’IVA 10% sulle prestazioni dell’impresa, con le regole sui beni significativi.
Quali lavori rientrano nel 10%
- Manutenzione ordinaria e straordinaria (impianti, bagni, cucina, tramezzi, pavimenti, infissi, coibentazione, opere interne senza aumento di volume);
- Restauro/risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su abitazioni;
- Interventi di efficientamento energetico se fatturati dall’impresa che installa (caldaie ad alta efficienza, pompe di calore, isolamento).
Tip: chiedi che in preventivo e fattura siano distinti manodopera, beni significativi e materiali di consumo. Evita voci “tutto compreso”.
Come documentare correttamente l’IVA agevolata
- Contratto/accettazione del preventivo con indirizzo della prima casa e tipologia di intervento: specifica che l’impresa fornisce e installa i materiali.
- Titolo abilitativo (quando serve): CILA, SCIA o altra pratica secondo il Comune.
- Fatture chiare: descrizione dell’intervento, beni significativi con valori separati, aliquota applicata.
- Pagamenti tracciabili (usa il bonifico parlante se vuoi anche la detrazione).
- Dichiarazioni del cliente per i casi prima casa/aliquota 4%.
IVA e agevolazioni ristrutturazione 2025: come si coordinano
L’IVA agevolata agisce sul prezzo in fattura; le agevolazioni ristrutturazione 2025 operano in dichiarazione (detrazioni). Possono coesistere: paghi meno in fattura e recuperi una quota tramite bonus, se spettante.
Vedi anche: Bonus ristrutturazione bagno 2025 · Incentivi fiscali 2025
Errori tipici da evitare
- Comprare da soli i materiali pensando di avere comunque il 10%: senza appalto con posa, il rivenditore applica 22%.
- Fatture non dettagliate sui beni significativi: senza valori separati, aumenta la quota al 22%.
- Mancato titolo edilizio quando richiesto (CILA/SCIA): può far saltare l’IVA 10%.
- Confondere ristrutturazione con nuova costruzione: il 4% non si applica alla manutenzione ordinaria/straordinaria.
Mini-checklist
- Impresa unica che fornisce e installa i materiali
- Preventivo/contratto con voci separate e riferimento a ristrutturazione
- CILA/SCIA (se dovuta)
- Fattura con manodopera distinta e beni significativi evidenziati
- Pagamenti tracciabili (bonifico parlante per detrazione)
- Cartella documenti “Agevolazioni ristrutturazione 2025”
FAQ
Posso avere IVA 10% su infissi comprati in negozio?
Solo se l’impresa li fornisce e installa come parte dell’appalto. Diversamente, il negozio applica 22%.
Se rifaccio il bagno della prima casa ho sempre IVA 10%?
Sulla prestazione dell’impresa sì. Per i beni significativi si applica il meccanismo 10%/22% in base al valore della manodopera e degli altri materiali.
Quando posso chiedere il 4%?
Per nuova costruzione prima casa (o ampliamento assimilato) e altri casi specifici previsti dalla legge. Nelle ristrutturazioni ordinarie di solito no.
Entro quanto tempo devo mantenere i requisiti “prima casa” senza perdere i benefici?
Dal 2025 hai due anni per adeguarti ai requisiti (ad es. vendere l’eventuale altra abitazione agevolata) senza decadere dalle agevolazioni. Qui trovi spiegazioni chiare ed esempi pratici: Due anni di tempo per mantenere i requisiti di prima casa.
Posso affittare la mia prima casa senza perdere le agevolazioni?
Sì, in molti casi è possibile, ma servono attenzione a residenza, tempi e contratto di locazione. Leggi la guida completa con esempi pratici: Affittare la prima casa senza perdere le agevolazioni fiscali.
In sintesi
L’IVA per ristrutturazione prima casa è di norma al 10% sulle prestazioni dell’impresa; per i beni significativi il 10% vale solo fino alla manodopera/altro, la parte residua è al 22%. Il 4% è residuale (nuova costruzione prima casa). Documentazione chiara e pagamenti tracciabili ti permettono di abbinare IVA agevolata e agevolazioni ristrutturazione 2025.
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Nota metodologica. Analisi elaborata dall’Ufficio Studi OkCasaWeb su base 2025. I dati derivano da fonti ufficiali, osservatori di mercato e rilevazioni interne sulle transazioni concluse nell’ultimo biennio.



